C'è un rito che a Torino si ripete con puntualità quasi svizzera: il bilancio si chiude in rosso e la famiglia Agnelli-Elkann mette mano al portafoglio. Questa volta, però, il conto è di quelli che fanno rumore. Il consiglio di amministrazione della Juventus ha approvato i conti 2025/26 e ha proposto un aumento di capitale fino a 250 milioni di euro: carburante per i conti, ma anche per le ambizioni di una squadra che vuole tornare a comandare.
I numeri del bilancio 2025/26
L'esercizio chiuso il 30 giugno 2026 segna una perdita di 66 milioni, contro i 58,1 della stagione precedente. È il nono passivo consecutivo. Il quadro, però, non è fatto solo di ombre: i costi operativi sono scesi di 42 milioni, le sponsorizzazioni restano sopra quota 120 milioni e l'Allianz Stadium ha registrato ricavi record tra partite, tour e museo, con un riempimento del 97,6%. L'indebitamento finanziario netto sale invece a 331,1 milioni.
Come funziona l'operazione
L'aumento sarà votato dall'assemblea degli azionisti convocata per il 3 novembre all'Allianz Stadium e potrà essere eseguito in una o più tranche, con chiusura prevista entro dicembre. Exor, che controlla il 65,4% del club, sottoscriverà la propria quota (circa 164 milioni se l'operazione venisse utilizzata per intero), garantirà le azioni eventualmente non sottoscritte dagli altri soci e verserà subito 60 milioni come anticipo. Secondo le stime della società, nell'immediato servirà il 45-50% della cifra autorizzata, cioè tra 112,5 e 125 milioni.
A cosa servono i 250 milioni
Il club parla di rafforzamento patrimoniale, competitività sportiva, valorizzazione del brand e possibili investimenti sugli asset immobiliari, a partire proprio dallo stadio. Tradotto dal linguaggio finanziario: coprire le perdite di ieri e di oggi, lasciando margine per il mercato. Un segnale importante dopo un'estate chiusa con 109 milioni investiti in acquisti a fronte di appena 7 incassati dalle cessioni.
Un film già visto
Dal 2019 è il quinto intervento sul capitale: 300 milioni nel 2019/20, 400 nel 2021/22, 200 nel 2023/24 e 98 nel 2025. Con la nuova operazione, se sfruttata per intero, il totale sfiora 1,25 miliardi in sette anni. Una cifra che racconta due verità: la solidità dell'azionista di riferimento e la fatica di un modello che, senza risultati europei costanti, non riesce ad autofinanziarsi. Sul conto pesano ancora l'onda lunga della pandemia e la stagione 2023/24 senza coppe europee.
La vera partita si chiama Champions
La società prevede un 2026/27 ancora in perdita, zavorrato dall'assenza dalla Champions League, e fissa al 2029 l'obiettivo dell'equilibrio economico-finanziario. La coppa dalle grandi orecchie resta la chiave di tutto: senza quei ricavi anche il miglior piano rischia di restare sulla carta. Per questo la dirigenza chiede a Spalletti di trasformare le risorse in risultati, senza dover scegliere tra conti in ordine e ambizione sportiva. Alla sosta la Juve è a 12 punti, tre in meno di Napoli e Roma, e alla ripresa la aspetta la trasferta di Cagliari. Il campo, come sempre, avrà l'ultima parola.
Domande frequenti
Quando viene votato l'aumento di capitale?
Il 3 novembre 2026, nell'assemblea degli azionisti all'Allianz Stadium.
Exor coprirà tutta la cifra?
Sottoscriverà la sua quota del 65,4% e garantirà le azioni non sottoscritte dagli altri soci.
I soldi andranno anche sul mercato?
In parte sì: oltre a coprire le perdite, il piano destina risorse alla competitività sportiva.
Filippo Toneatti Caporedattore Sportallin
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